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Bilancio di un anno spaventoso

Qualcosa me lo faceva pensare già da prima. Che non era una grande idea scegliere come ministri i più ignoranti e i più sfaticati fra tutti.
75 anni in due. Trascorsi, pur di non far niente, l’uno a vendere e bere bibite alle partite di calcio e l’altro 24 ore al giorno a far chiacchiere a Telelombardia e oggi anche sulle televisioni nazionali. Entrambi da circa un anno hanno smesso di condividere i post sui terremotati sotto
la neve, ma la realtà dei terremotati è uguale a quella di un anno prima poiché le case non crescono con i post.
Con tutto questo cambiamento, in un un anno la crescita è nulla anche perché a crescere sono solo le tasse e il debito pubblico (i debiti degli italiani).
E lo spread, doppio rispetto al Portogallo. Con tutto questo cambiamento. oggi ad offendersi del paragone sono giustamente i portoghesi.
Anche in Argentina si sono accorti dei cambiamenti climatici e hanno dichiarato l’emergenza, ma diciamolo sottovoce per non svegliare il premier Gonde.
Sui diritti decidiamo di non parlare, perché rischieremmo di provare nostalgia di leggi, come quella sulla legittima difesa, che i fascisti originali avevano pensato in maniera più liberale.
Sono diminuiti i migranti in entrata ma sono aumentati quelli in uscita. Chissà perché gli italiani dal nostro Sud vanno a cercare fortuna in Albania?

Diario di bordo

Anche questa volta i 116 migranti sono sbarcati. 66 in 5 paesi europei e 50 dai vescovi. Di questi ultimi il capitano non dice la nazionalità. Altri 300 sono sbarcati senza guardia costiera per non perdere tempo. Buona fortuna a tutti.
Passando a cose serie, dobbiamo riferire che ormai da un anno la crescita è pari a zero. Da un anno al governo hanno messo gli sfaccendati. Ma è soltanto una coincidenza.

Foto

Anche nel piccolo Regno di Norvegia le cose vanno un po’ meglio che da noi. Lo possiamo sostenere guardando l’indicatore oggettivo del PIL pro capite o anche, più soggettivamente, mettendo in confronto le facce dei rispettivi ministri. Arriviamo ai medesimi risultati pure prendendo il criterio intermedio di comparare i curricula (dei rispettivi ministri). Come è noto, da noi per accedere alla professione di ministro bisogna aver studiato poco (salvini) ovvero poco e male (di maio), ma soprattutto occorre NON avere mai lavorato prima (salvini e di maio). Speriamo che almeno per lavori più utili di quelli di ministro – per esempio quelli di ingegneri e medici -, si adottino migliori criteri di scelta.
Per coerenza non avendo alcun titolo per farlo scelgo di non parlare della foto e – nel mio piccolo per quanto può valere -, per rispetto della legge evito naturalmente di pubblicarla.
Meglio che a parlarne ci pensino quelli che possono farlo. In questo caso vorrei che nel posto di ministro ci fosse il generale. E che il ministro tornasse a fare quello che faceva prima. Ossia niente, al netto dei selfie e della Nutella. In questo modo forse la Norvegia ci sembrerebbe più vicina.