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Branduardi

Un giorno all’improvviso
la luna si stancò
di guardare il mondo di lassù;
prese una cometa,
il volto si velò
e fino in fondo al cielo camminò.
E sorpresa fù
che la bianca distesa
non fosse neve.
Eran solo sassi
e i piedi si ferì,
piangendo di nascosto lei fuggì.
Affrontare il mondo a piedi nudi
non si può
e dall’alto a spiarlo lei restò.
E sorpresa non è più
che la bianca distesa
non sia neve.

Ho riascoltato questo testo di alta qualità (credo che sia della moglie di Angelo, più che di Angelo ma non cambia niente). E lo riporto nel mio diario.

Freud

I comunisti pensano di aver trovato la via per liberarci dal male. L’uomo è senza alcun dubbio buono, ben disposto verso il suo prossimo, ma l’istituzione della proprietà privata ha corrotto la sua natura […] Se si abolisse la proprietà privata, se tutti i beni fossero messi in comune e tutti potessero prendere parte al loro godimento, malevolenza e ostilità tra gli uomini scomparirebbero (…) Non è affar mio la critica economica del sistema comunista; non posso sapere se l’abolizione della proprietà privata sia opportuna e proficua. Ma sono in grado di riconoscere che la sua premessa psicologica è un’illusione priva di fondamento. (FreudDisagio della civiltà -1929)

Freud è forse il pensatore più criticato di tutti, spesso da quelli che non lo hanno letto. A me tuttavia piacerebbe poter leggere sui giornali attuali articoli di questo spessore…Approfitto per informare che ho riscritto quasi completamente la sezione di storia della psicologia nei miei appunti, provando fra l’altro a rendere un po’ di giustizia al geniale esperimento pavloviano sulla salivazione appresa, riportandolo con un po’ di precisione maggiore rispetto alle approssimazioni di tanti manuali.

Novalis

I discepoli di Sais è un’opera di Novalis incompiuta, composta di due frammenti (Il discepolo e La natura), che narra di un giovane che, volendo afferrare il mistero dell’universo, si incammina verso il tempio di Sais, un luogo misterioso e antichissimo. In esso si venera l’immagine di una dea (Iside, ma conosciuta anche con molti altri nomi) coperta da un velo: chi arriverà a sollevarlo, avrà la rivelazione del mistero dell’universo. Nell’appendice Novalis recita: “arrise ad uno di sollevare il velo della dea di Sais. Ebbene, che vide? Vide – meraviglia delle meraviglie – se stesso”. Il giovane arriva, dopo un lungo e faticoso viaggio nella Natura, al punto di partenza (il proprio Io), scoperto come principio della natura. In questa frase c’è tutto l’idealismo tedesco e forse tutta la filosofia.