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Virginia

Virginia trova ragioni di serenità e di personale merito quando, con le mani nella marmellata, ha annullato la nomina del fratello di un amico di famiglia, precedentemente nominato da ella stessa. Dopo aver preparato una bella tavola, aver mangiato, bevuto e dormito con sogni d’oro, dev’esserle costato tanto restituire il malloppo per il pentimento.
Mi hanno sempre emozionato quelle storie, che ogni tanto accadono, del ladro che trascorre la notte fra incubi e rimorsi e prima delle luci dell’alba, furtivamente decide di riportare la refurtiva nel posto dove l’aveva lasciata il legittimo proprietario. Mi vengono quasi sempre le lacrime quando, in quelle storie, l’oggetto del furto sono i doni riposti nel presepe la notte di Natale e destinati alla meraviglia dei bimbi dei piccoli borghi antichi. Ma il linguaggio dei Codici non è uguale a quello della poesia, il furto rimane furto anche nel caso di restituzione. Le leggi preferiscono l’esattezza dei numeri, che permette di quantificare i danni e tradurli in mesi e anni di punizione, rispetto all’incertezza delle parole della fantasia. Le leggi non ammettono i difetti di ingenuità, che sono proprii dei piccoli ai quali vengono affidati improvvisamente compiti troppo grandi.
Esopo raccontava la storiella di una maschera, tanto bella nella forma quanto priva di cervello, per ricordare a tutti che la fortuna è vana, se non si accompagna col buon senso.