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A ciascuno il suo

In realtà, in paese tutti sapevano chi avrebbe tratto maggiore interesse dal delitto e quindi tutti conoscevano il vero mandante con le vere cause. Ma in terra di Sicilia – e a salire per tutto lo stivale e forse anche per il mondo intero -, vale la regola, ricordata da Sciascia, che “il morto è morto, diamo aiuto al vivo”. Per rispetto del proverbio e per convenienza infatti nessuno parlò. Oggi il mare nostro si porta via gli innocenti, perché la storia oggi va in questo modo e non ci sono soluzioni. Soprattutto non ci sono semplici soluzioni.
E’ fuori di dubbio che risulta più opportuno, quando si fa il mestiere dei populisti che è chiedere l’elemosina dei voti, rivolgersi ai vivi e non ai morti. Si deve essere davvero molto poveri, come il Grillo e il Salvini, nel ridursi a pregar voti.
Chi scrive questa mia pagina certamente non si può definir ricco, ma solo per il fatto di non sentire il bisogno di voti, non è nemmeno abbastanza povero per non permettersi la soddisfazione di trattare quei due come straccioni.
Anche ieri Milano ha scelto di andare controcorrente, scegliendo la strada in salita diventata sempre più costosa quando si va ad elezioni, dell’accoglienza e dei diritti. Non voglio correre il rischio di cadere nell’insignificante banalità, seppur basterebbe l’argomento, di sostenere che i criminali sono criminali, osservando che rimangono criminali anche quando sono italiani. Generalizzare non è pensare.
Ho perso la voglia di argomentare contro i mendicanti. Tengo per me, negli occhi, le ordinate divise dei cingalesi o singalesi, i tamburi del Salvador, gli improbabili colori dei costumi africani. Sotto il sole I fischietti di piccolissimi bambini. Che ancora non sanno.