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Una storia di ieri e di oggi

La Giustizia fa sempre fatica quando deve proteggere gli umili e i poveri dai soprusi dei signori. Il romanzo del Manzoni si apre col fatto dei due poveri contadini, incolpevoli, costretti a lasciare il proprio paese. Nel secolo XVII erano dette “grida” i provvedimenti di legge emanati dai governatori di Milano sotto gli spagnoli, avendo preso quel nome dagli avvisi delle autorità urlati nelle pubbliche piazze nel tempo dove non vi era modo più efficace per la comunicazione di massa. In verità le leggi erano severissime e riguardavano anche i signori, ma proprio l’eccessiva severità le rendeva inapplicabili e, nel caso di contenzioso, a rimetterci erano sempre quelli con i mezzi più scarsi. Renzo provò a Milano a farsi tribuno della plebe, ma con l’inganno di tradurlo all’osteria il gendarme gli mostrò il mandato d’arresto. Per i tumulti di piazza di cui Renzo non era responsabile così come non aveva alcuna implicazione nel saccheggio del pane, ma alla Giustizia importava non accertare la verità, ma porre fine alla rivolta. Le vicende che seguono dovrebbero essere a tutti note (al netto di qualche Di Maio che c’è sempre), poiché vengono raccontate a scuola, quasi da diventar noiose.
Resta lo spazio per riferire della peste, che non era arginabile dall’igiene e dalla medicina del tempo. La natura, guidata da mano provvidente, aveva scelto un rimedio all’ingiusta giustizia degli uomini, portandosi via con l’epidemia anche una buona quota di signorotti e di sbirri fedeli al dovere.