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Cartolina

Una bella cartolina di mezzo agosto del ’56, solo in parte danneggiata da un incauto collezionista di francobolli, porta i saluti da Moena – Dolomiti – 1.200 mt.
In primo piano l’albergo Maria, segnato con una freccia a matita dal villeggiatore, sovrastato ma anche protetto dall’imponente chiesa parrocchiale di S. Vigilio. L’abile fotografo ha scelto forse l’unico angolo di ripresa che permette una panoramica che tiene insieme le catene del Catinaccio e del Sassolungo. Il bianco e il nero possono forse ingannare facendoci pensare ad un mondo senza colori, quasi che questi siano apparsi in natura solo in un tempo successivo nel quale noi stessi viviamo (confesso di cadere nell’inganno anche tutte le volte che rivedo vecchi filmati storici).
Al contrario, il mondo della vecchia cartolina è quello di una nuova Belle Époque, che ha lasciato alle spalle le tragedie delle guerre e ripreso ad avanzare sulla strada del progresso delle condizioni di vita, permesso da nuove tecniche e soprattutto da riconquistate libertà. Il tempo è maturo per il coloratissimo mondo del Moplen, che ha padre italiano, che rivoluziona l’arte e il design, che entra nelle case di tutti, semplificando tanti gesti quotidiani. Aggiungendo sempre nuove comodità alla vita delle persone.
L’affrancatura, per effetto dell’inflazione, dev’esser stata di dieci lire, quando all’epoca del Regno si usavano i centesimi. Ancor prima, con lo straniero, le monete erano Heller, frazioni di Pfennig, coniate dalla zecca imperiale.
La didascalia delle cartoline, facendo un sicuro torto alla geografia che è scienza esatta finché non dipende dalla politica, collocava Moena nella regione del Tirol. Rispetto al livello del mare, 1.180 era l’altezza di Moena. Allora più bassa di una ventina di metri.