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Pietra filosofale

Come è noto, anche Isaac Newton dedicò molto tempo alla ricerca della pietra filosofale (al-kimiya, alchimia), avendo però la felice prudenza di non pubblicare niente sulla questione, guadagnandosi l’eterna memoria per gli studi in altri campi più rigorosi.
Venivano da lontano gli antichi sogni alchimisti di nobilitare in oro i metalli poveri e di avvicinarsi all’immortalità per il tramite dell’elisir di lunga vita. Chi non ha mai desiderato salute e ricchezza?
Bisogna almeno ricordare Paracelso che sicuramente si elevava, in un tempo di incolti, per aver visto le corrispondenze analogiche fra l’universo e l’uomo, piccolo microcosmo che rispecchiava l’ordine generale del firmamento. Da qui individuò con precisione il mercurio, il sale e lo zolfo come elementi da mettere nella giusta combinazione per ottenere almeno il provvisorio risultato del prolungamento esistenziale. Ancor meglio fece in seguito il tedesco Stahl, che sviluppò gli studi sul flogisto (fiamma), che si dimostrarono da subito molto incoraggianti per seguire il sentiero dell’oro. Con notevole intuizione notò che le sostanze combustibili bruciano (!), liberando il flogisto nell’aria. Dagli ossidi si potevano ottenere metalli e, si capisce, questo indicava di esser sulla strada giusta. Quando Lavoisier decise realisticamente di verificare il processo, pesando le sostanze prima e dopo la combustione, arrivò alla triste scoperta che le sostanze cedendo il flogisto acquistavano peso dall’aria. Era ben strano che il perdere materiale comportasse un aumento di peso!
In ogni caso, con Lavoisier contemporaneamente morirono il flogisto e i sogni alchimisti.
Va detto che ancora per lungo tempo qualcuno continuò a coltivare la speranza, avventurandosi nella spiegazione dell’anomalia ipotizzando l’esistenza del “peso negativo”. I miei poveri ricordi scolastici nell’ambito della chimica, non sono sufficienti per poter raccontare il cammino lungo la strada del peso negativo, che la mia povera logica ha da subito trovato troppo in salita.

(Sui siti bufalari della Casaleggio Associati, ancor oggi vendono le creme per il “ringiovanimento”).