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Merz-Repsold

L’idea mitica dei marziani, intesi come abitanti di Marte e poi per estensione di qualche altro pianeta anche di qualche altro sistema solare, nasce probabilmente con le limpide osservazioni di Schiaparelli a Brera. Nell’Italia unificata si moriva di fame, perché metà dell’economia dipendeva dall’agricoltura e metà del territorio non era coltivabile, in buona parte per colpa dei troppi boschi. Le vie di comunicazione, pur presenti, erano per tre quarti inutilizzabili, con conseguenze infelici per i commerci. Queste condizioni devono essere state anche in qualche modo in relazione con un andamento demografico deludente e fermo. Incredibilmente, soprattutto se si pensa alla storia successiva, al governo italiano viene in mente di investire una cifra sproporzionata per l’acquisto del Merz-Repsold, un cannocchiale spaziale di sette tonnellate di massa, con l’ottica montata su un tubo di sette metri. Non di solo pane vive l’uomo e c’era un tempo dove la ricerca scientifica, che è sempre anche ricerca di futuro, trovava un posto dignitoso nel bilancio statale. Geografo dello spazio, Schiaparelli con lo strumento adeguato poteva disegnare mappe del pianeta rosso, facendo distinzione fra terre e laghi e individuando anche una rete di canali. Tutti i calcoli erano precisi, ma l’occhio umano soffre il fenomeno delle illusioni, che fa scambiare una cosa per un’altra. In più ci hanno messo del loro i traduttori inglesi che hanno inteso come artificiali i canali che Schiaparelli intendeva naturali (da questo equivoco viene la storia dei marziani).
A forza di guardare il futuro lo scienziato ha quasi perso la vista. E’ verde scuro, forse verde cacciatore, il Merz-Repsold e la sua ottica non guarda più.