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Siamo in Italia

Forse si gioca ancora il gioco del “Bastimento carico di…” che si doveva completare secondo il criterio della trasportabilità. Persone e cose potevano essere contenute, ma non nuvole o palazzi interi. C’è un bastimento in mezzo al mare, fra Malta e l’Italia, che vogliamo vedere come mezzo di trasporto della libertà, incarnata e concreta. Vedendo la libertà anche come possibilità di spostamento, i liberali l’hanno tradotta in quattro parti: libera circolazione di persone, di merci, di servizi e di capitali. Bastava il calcolo dei vantaggi e degli svantaggi per trovarne praticamente solo benefici. Non si poteva neanche pensare il contrario.
In America in verità provano da cento e più anni a sostenere che l’immigrazione toglie posti di lavoro agli indigeni. Invece la popolazione si è moltiplicata come si è moltiplicato il lavoro, dato che non c’è una quantità prestabilita di lavoro e di posti. Anzi, proprio per questo l’America è diventata grande col crescere contemporaneo della domanda e dell’offerta. E ancora possiamo dire che quando finiranno la circolazione dei lavoratori o delle merci, resterà quella dei capitali che già hanno cominciato a prendere la via dell’espatrio.
Ma quel bastimento è carico di libertà. Una parola troppo grande per salvini o toninelli che, scappati dalle foreste, sono diventati ministri. Siamo in Italia.