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Delinquenti

San Paolo una volta perse la pazienza e ai cristiani, che avevano smesso di lavorare considerando il lavoro una fatica inutile in vista della fine del mondo, disse “chi non vuole lavorare, smetta di mangiare”. Dato che il cibo non viene dal cielo deve pur venire dal lavoro di qualcuno. E’ preferibile che questo avvenga in modo diretto, invece di avere il cibo dal lavoro di altri. Anche perché bisogna tenere presente che in una qualsiasi società una quota di reddito di cittadinanza sotto forma di servizi deve avanzare per quelle categorie di persone che non possono o non possono più lavorare, come i bambini, gli anziani e i malati.
Ma forse ancora di più, questi delinquenti che si credono governanti, agiscono come quel servitore che doveva al suo padrone una somma impagabile, insolvibile anche volendo vendere moglie e figli, ma per fortuna condonata dal buon cuore del re. Il servo ingrato, come si sa, pretese al contrario la restituzione di un piccolo debito da un altro sventurato, dato che è più comodo ricevere la misericordia che darla.
Nel tempo dei populisti un pugno di voti vale di più dei conti generali, soprattutto quando si può contare personalmente su quindicimila euro al mese. In ogni caso possono sentirsi al sicuro, perché ho paura che gli italiani abbiano ormai perso l’abitudine, che era specialmente dei fiorentini, di andare a cercarli per tagliare loro la testa quando i conti non tornavano.
Comincia a schiarire e c’è da andare a lavorare. Intanto, da qualche parte sta seduto, concentrato, Toninelli sulla tazza.