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Libri

C’è un Paese che va diventando Africa. Non per la linea della palma che si sposta sempre più su, come per tempo aveva osservato Sciascia, che capiva di clima e di uomini. Neanche per gli sbarchi che non potendo più avvenire di giorno hanno scelto la notte. Per fare quarantadue bastano sette notti con barche da sei o si possono trovare tante altre combinazioni. Tutto il mondo è Paese e un trucco si trova sempre.
Va diventando Africa per una ragione ancora più seria. Una volta si chiamavano libri, per esempio, quelli del Verri o del Manzoni o dello stesso Sciascia. Che metto insieme perché tutti hanno raccontato la storia di Caterina Medici, serva dal 1616 del senatore milanese Luigi Melzi d’Eril e accusata di stregoneria dal capitano Vacallo. Torturata e condannata a morte per impiccagione, essendo nel frattempo morto per malattia di stomaco e di malinconia il senatore. Ma le streghe non esistevano e Sciascia accusa il capitano accusatore di essere solo un “cretino”, per la scarsa abitudine alla lettura (La strega e il capitano). Sciascia aveva una certa capacità di vedere anche nel futuro…
É diventato Africa questo Paese perché oggi si chiama “libro” anche il più spaventoso insieme di fregnacce mai scritto. Opera di quel di battista, disoccupato di professione e amico e collega di quel di maio che ieri voleva far sbarcare la nave a Madrid.

Delle due l’una. O cambiamo il nome alle cose che scrive di battista o lo cambiamo a quelle che scrivevano gli scrittori quando ancora si usava far fare le cose a quelli che ne erano capaci. Ma forse è già troppo tardi.