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Giustizia

Di maio si dice sorpreso del mancato arresto del comandante straniero – ci riferiamo all’azione di guerra contro il nostro canotto e i nostri canottieri, i quali nel tempo libero si occupano di lotta all’evasione fiscale con risultati rumeni o bulgari -, mentre il relativamente più serio Salvini è letteralmente imbufalito per la sconfitta in battaglia ed emette sentenze come al solito a vanvera.
Noi siamo sorpresi e imbufaliti per il fatto che i due succitati occupino posti di ministri e non, come si dice oggi, di “operatori ecologici” o altro adeguato alle competenze, come dovrebbe prevedere un normale sistema basato sul merito.
Fa impressione, per l’enorme contrasto con le regolarità della statistica, trovarne due contemporaneamente e nello stesso luogo tanto a digiuno su questioni di diritto (e di diritti).
Si sa che per una strana legge “quando piove, grandina”. Vale anche per il governo degli ignoranti. Infatti, nella giornata per loro più nera, in parlamento sono stati battuti su un fatto di risarcimenti in casi di “ingiusta detenzione”. Va detto che la vittoria del buon senso è stata determinata anche dal fatto che gli ex-disoccupati, per non perdere l’abitudine, invece di lavorare in parlamento erano al mare o sul divano.
C’è ancora speranza.